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NATALE PRAMPOLINI
Natale PrampoliniNato a Reggio Emilia il 25 dicembre del 1876, figlio di Girolamo e di Beatrice Davoli, Prampolini si laureò in ingegneria a Torino nel 1900. In un primo momento la sua attività professionale fu rivolta all’industria dei fertilizzanti, fino a diventare direttore tecnico dell’Unione italiana concimi, trasformatasi in seguito nella Società Montecatini.
Poi dal 1919, Prampolini si dedicò quasi esclusivamente alle bonifiche. Le sue grandi qualità di bonificatore emersero fin dai primi anni della gestione consortile e gli valsero il coordinamento di diversi altri enti: presidente della Società nazionale per lo sviluppo delle bonifiche in Italia e della Società anonima bonifiche della piana di Sibari; presidente della Bonifica di Piscinara (1926); commissario straordinario del consorzio costituito per risolvere il secolare problema della palude pontina.
Questa grande bonificazione, compiuta dall’ingegnere reggiano, costituì un fiore all’occhiello del regime mussoliniano e fu oggetto di esempio e di ammirazione universali. In quella circostanza Prampolini divenne sostenitore della successione fra bonifica idraulica e sviluppo dell’appoderamento, attuando una politica di espropriazione dei terreni incolti in favore dell’Opera nazionale combattenti, alla quale erano stati demandati i compiti delle colonizzazioni.
Prampolini fece parte inoltre del Consiglio superiore dei lavori pubblici, fu nominato vicepresidente dell’Associazione acque pubbliche d’Italia e, per lungo tempo, mantenne la carica di vice-presidente del Consorzio nazionale delle bonifiche.
Dopo il cavalierato del lavoro nel 1919 e la commenda della Corona d’Italia nell’anno successivo, il 2 marzo 1929 venne nominato senatore del Regno per essere poi insignito del titolo di conte del Circeo al termine dell’impresa pontina nel 1940. I suoi impegni di bonificatore si estero anche nel Ferrarese dove guidò la Società per la bonifica dei terreni di quel territorio (1931-1946) e la grande bonificazione (1933-1943).
Nel 1911 si era unito in matrimonio a Marianna Tirelli (1891-1970), che legò il suo nome non solo ad una interessante biografia su Maria Luigia di Parma, ma soprattutto ad opere benefiche come l’istituzione di un dormitorio in via dell’Abate per i dimessi dal carcere.
La moglie di Prampolini s’interessò anche di iniziative culturali, favorendo la promozione,fra l’altro, di due importanti mostre: nel 1923 l’esposizione d’arte antica reggiana e nel 1938 quella dedicata ai dipinti del Chierici.
Natale Prampolini morì a Roma il 18 aprile 1959.
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